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Clara Golinelli, ottimo pretesto per inquadrare un’artista partendo dal suo stesso appellativo nominale. Traducendolo concettualmente, abbiamo “famosa, luminosa”, ovverosia luce viva nei nostri spazi una volta alluvionali, ora fecondi come la sua produzione ed il suo status d’artista.

Nata a San Felice sul Panaro (MO) il 27/01/1953 – vive ed opera a Modena.
Arriva alla pittura non attraverso una qualsiasi forma di educazione accademica e nemmeno con un percorso di naïveté o autodidattico, ma per una sua autentica maturazione ad un tempo spirituale e razionale, che la porta a frequentare nel 2002 l’atelier della Maestra Angiolina Grandi, “oltre che artista è stata anche una valida prof.ssa dell’Accademia di Bologna, a sua volta allieva di Morandi”; vero punto di contraddizione positivo della sua certo innata capacità comunicativa, allora ancora non espressa.

La scelta della tecnica è univoca e decisa: olio su tela, indirizzata totalmente sul genere figurativo. E già in questa dimensione si svela tutto il suo carattere artistico, definito e progressivo ad un tempo.

Le sue prime opere sono rappresentazioni di nature morte, spesso celebrative degli oggetti d’uso quotidiano nella tradizione, come le padelle e le ramine della polenta, o le bambole di un’infanzia che si sta distanziando nella convenzionalità del tempo, ma che sono lo specchio di una continuità di vita sempre presente.

Continuità, certo, e vera sostanza romantica: l’osservazione di Clara è a un tempo soggettuale, per la precisione del segno, della distribuzione dei colori… insomma per l’identificazione di quanto viene rappresentato pittoricamente; e oggettuale, perché vi è, costantemente, una sua lettura partecipata e volutamente dichiarativa.

Dalla natura morta Clara passa al concettuale figurativo, affrontando soggetti particolari come manichini retrò oggettivati, colti in una sorta di movimento che ne esclude la monumentalità o la freddezza statica.

Quindi – e questa è la sua vera anima identitaria – Clara si rivolge alla rappresentazione degli animali, siano essi domestici o selvatici: mai aggressivi, ma prettamente rassicuranti, svelati in una compostezza sempre nuova e, perché no?, allegorica senza patemi.

Clara partecipa da più di un quindicennio a diverse mostre nazionali ed internazionali, ricevendone premi e riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Premio Matera, il Premio Van Gogh e l’inserimento nella Collezione Sgarbi – ma il riconoscimento che più le appartiene è il continuo apprezzamento che il pubblico le dimostra.

 

18/02/2020                                                                                                          Critico d’arte

                                                                                                                            Mario Bizzoccoli

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